domenica 17 maggio 2009

Finalmente cattivi,il prezzo dell'odio degli italiani brava gente

Il duce del fascismo, Benito Mussolini, quando il 10 giugno del 1940 diede la famosa pugnalata alla schiena alla Francia già sconfitta dalla Germania, commentò con i suoi più stretti collaboratori di aver bisogno di “qualche migliaio di caduti da gettare sul tavolo della pace”.

Non può non tornare in mente quell’episodio vile della storia italiana, verso la Francia e verso quei militi del Regio esercito le vite dei quali furono gettate da Mussolini (le prime di centinaia di migliaia), rispetto alla politica del cosiddetto respingimento degli immigrati mandati al macello dal nostro governo in barba alle Nazioni Unite, al diritto internazionale, all’umanità.


La vergognosa gestione di Roberto Maroni (e di Silvio Berlusconi), difesa e giustificata in queste ore da vaste adunate di corifei (tra i quali Fassino, Rutelli, Chiamparino), non può non ricordare quella del criminale di guerra Mario Roatta, il generale fascista che 69 anni fa condusse la rovinosa aggressione sul fronte nord-occidentale.


La realtà è infatti che con il pacchetto sicurezza e i respingimenti la Lega Nord e il governo hanno voluto qualche migliaio di morti, carne negra da macello (qualcuno sarà perfino pronipote degli ascari somali o eritrei usati dal fascismo in Etiopia), da gettare sul tavolo della campagna elettorale. E li hanno ottenuti.


Li hanno ottenuti e tra un mesetto, passate le elezioni, probabilmente torneremo a politiche meno inumane, obbligati da Bruxelles o indotti da qualche vescovo. Quella che disgusta però non è la cinica capacità dei politici di offrire pasti ai più bassi istinti del paese che loro stessi hanno alimentato con una disinformazione sistematica.


Disgusta l’emergere di nuovo della forza dell’odio, la vera febbre italiana, quella che riempiva le piazze ad applaudire la guerra mondiale e quella che rende popolare e redditizia elettoralmente una politica contraria all’integrazione dei lavoratori immigrati.


Gli italiani che si autodefiniscono brava gente dimostrano una volta di più (e la nostra classe dirigente ne è l’espressione fotografica) di essere un popolo straordinariamente supino con i forti e vergognosamente violento con i deboli, che sia la Francia già sconfitta ieri o gli immigrati oggi.


Il razzismo è così solo un’espressione del carattere di una nazione che essendo sempre troppo indulgente con se stessa, lo dimostra l’illegalità diffusa, pensa di salvarsi dimostrandosi inflessibile con i più deboli fino a violarne i diritti più elementari.


Non solo, gli italiani che si considerano furbi, dimostrano un’insolita capacità di farsi fregare. La durezza criminale verso chi si gioca la vita attraversando il canale di Sicilia resta un simulacro di durezza visto che appena un immigrato su venti (i più disperati) utilizza quel canale.


Allo stesso modo la voglia di ronde (l’abdicazione dello stato di diritto dall’esercitare il monopolio sull’uso della forza) nasconde polizia e carabinieri lasciati senza benzina per combattere il vero crimine.


“Finalmente cattivi” titola squallidamente il quotidiano “Libero” il giornale delle baldracche dell'informazione .


E cattivi vogliono sentirsi per un giorno gli italiani. Impotenti contro il malaffare, le mafie, l’evasione fiscale, le caste, si contentano di essere cattivi con i migranti. E’ la nostra fotografia della nazione e Papi Silvio e le ronde padane siamo davvero tutti noi.

Non ci rompete la minghia



Finalmente Ignazio puo' parlare.


Finalmente Ignazio puo' sventolare il suo glorioso passato di avanguardista e razzista del MSI.


Per Ignazio "«L'Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati conta come il due di picche, cioè un vero e proprio fico secco»".


Ma questa volta Ignazio ha ragione.

L'ONU ha dato il via libera agli attacchi control'Iraq, L'Afghganistan, e centinaia di altre guerre.


L'ONU e le sue commissioni sono cadaveri.


Ignazio rimettiamo la camicetta nera.

giovedì 7 maggio 2009

Leggi razziali


Prima i medici spia, poi i presidi spia, che si inventeranno oggi? Con la scusa della sicurezza vogliono reintrodurre le leggi razziali, il reato di clandestinità non è nient'altro che questo. Andate a rileggervele, non è nulla di diverso, tutto è già stato scritto, sostituite le parole "ebrei" con "migranti" e vedrete che la sostanza è la stessa. Le ronde diventeranno la polizia di partito, camicie verdi, nere, brune, saranno gli esecutori, gli utili idioti, che daranno esecuzione al delirio razzista dei nazileghisti. In questo deserto delle coscienze, assistiamo attoniti, impotenti, frastornati, all'assenza della ragione. Non ci resta che piegarci su noi stessi, resistere alla pazzia collettiva? No, speriamo di no, l'uomo non può essere così malvagio!

domenica 3 maggio 2009

Colui che entra qui scompare,colui che entra qui è appena nato

" Colui che entra qui scompare, colui che esce e' appena nato" . Questa la
desolante frase in arabo che ci accoglie all'ingresso di San Nicola Varco, terra di
nessuno, periferia fantasma di Eboli. Qui, a 60 chilometri dalle campagne dell'agro
nocerino-sarnese, "sopravvivono" ogni giorno oltre 600 immigrati.
Vengono tutti dalle regioni agricole del Marocco e tutti hanno pagato per un permesso di soggiorno che nella migliore delle ipotesi era valido solo tre mesi.
Abitanti invisibili di una citta' fantasma cresciuta silenziosa tra i campi coltivati che si perdono a vista d'occhio nello spicchio di terra reso famoso da Carlo Levi.

Tra queste distese di terra fertile, al confine tra Eboli e Battipaglia, si apre una
ferita profonda. E' una vasta area dismessa da piu' di vent'anni, oltre 14 ettari di
terreno occupati da silos ormai fatiscenti e sventrati, costati varie decine di
miliardi per realizzare un mercato ortofrutticolo mai finito e diventato un "ghetto"
di cemento, un triste "rifugio" di centinaia di immigrati nel bel mezzo della Piana
del Sele.

Gli abitanti del campo, tutti maschi, quasi tutti clandestini, non si nascondono per
rubare, si nascondono per lavorare. Lavori che gli italiani non fanno piu'. Qui, a
pochi chilometri dai templi di Paestum, arrivano ogni mattina, all'alba, furgoni da
Sarno, San Valentino Torio, San Marzano: sono centinaia le aziende agricole che si
mantengono sulle braccia di questi schiavi.

http://gallerie.colonnarotta.it/ghettoeboli/# (vedere per credere)

mercoledì 22 aprile 2009

Valérie Tasso


Ha detto:


"La prostituzione è solo un lavoro come altri, non più duro che fare la cassiera al supermercato"


commento:

Deficente!

(della serie: quella che non ha mai fatto nà mazza nella vita se non la provocatrice e vive campando sui pruriti dei maschi più deficenti di lei)

martedì 14 aprile 2009

Prostituzione & Tratta



Penso sia utile e opportuno ribadire, ancora una volta, quale sia la nostra posizione "politica/sociale" in merito alla prostituzione.

Noi non ci occupiamo di prostituzione, ci occupiamo di tratta, la prostituzione oggi è l'aspetto più evidente della riduzione in schiavitù ed è per questo motivo che ci vedete impegnati su questo fronte. Parliamo di liberazione delle schiave, ed un metodo (uno dei metodi) è quello di lavorare all'obiettivo di trasformare i clienti in risorsa liberalizzante visto il penoso annaspare delle norme e delle risorse "istituzionali" o "autoistituzionalizzate". Norme e risorse che bruciano milioni di euro in iniziative inconcludenti e autoreferenziali, siamo polemici? Ebbene si, siamo polemici! Sopratutto in presenza di una cultura dominante che produce risultati così insignificanti.

Ma c'è un altro aspetto: noi rifiutiamo il concetto di prostituzione come libera scelta, la prostituzione è sempre e comunque indotta da fattori violenti. Possono essere palesi come la tratta o occulti come i fattori socio economici, ci rifiutiamo di credere che gli esseri umani trovino "piacere" ad essere violati nella loro più intima essenza.

Ci ha fatto dispiacere prendere atto che le donne stesse, quelle più attive e sensibili come quelle che operano nei vari "Centri Antiviolenza" o uomini impegnati come quelli di "MaschilePlurale" diano spazio ad associazioni che continuano a proclamare la prostituzione come una libera scelta da tutelare. Speriamo che si tratti solo di incultura sul problema.

Non siamo così presuntuosi da ritenerci possessori della verità, le nostre convinzioni ci vengono dalla strada, dalle notti passate a discutere con le ragazze sui marciapiedi, dai loro sogni e dalle loro paure, dalla loro fatica di vivere. Laicamente siamo disponibili ad ogni leale confronto, con tutti, il pregiudizio non fa parte del nostro vivere.

mercoledì 8 aprile 2009

Per chi vuole dare il suo contributo alle vittime del terremoto in Abruzzo

Per chiunque fa parte di associazioni di volontariato è vuole (insieme all'associazione) prestare soccorso chiami questi numeri:

06-68203429
06-68204418
06-68204625
06-68204626
06-68204189
06-68204627

Per aiuti economici alla CRI si possono utilizzare i seguenti conti correnti:Conto Corrente Bancario C/C bancario n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice Iban) relative sono: IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020 Causale pro terremoto Abruzzo Conto Corrente Postale n. 300004 intestato a: «Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma c/c postale n° 300004 Codice Iban: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Causale Pro Terremoto AbruzzoÈ anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della Cri all'indirizzo: http://www.cri.it/donazioni.htm

La Confcommercio provinciale di Perugia:Conto corrente (Cod. IBAN IT86 Z060 5503 0010 0000 0008 248, presso la Banca delle Marche, filiale n. 361 Perugia, intestato a: Confcommercio della provincia di Perugia pro terremoto Abruzzo) nel quale gli imprenditori umbri del terziario sono invitati a versare aiuti economici che saranno poi destinati ad interventi specifici.

Unione piccoli Proprietari Immobiliari di Bologna:da oggi e per tutto il mese di aprile, la metà della quota associativa dei nuovi iscritti all'Uppi, sarà devoluta agli sfollati rimasti senza casa. L'associazione ha pure lanciato una raccolta di fondi che verranno consegnati ai responsabili degli enti preposti all'acquisto di beni di prima necessità. Per i versamenti, Codice IBAN IT 17 X 05387 02400 000001071640 Presso Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Causale: contributo pro terremotati Abruzzo.

La Federugby (Fir):Banca Nazionale del Lavoro, Agenzia Coni di Roma, per raccogliere somme da destinare alla popolazione abruzzese. Le coordinate del conto sono: Banca Nazionale del Lavoro, Agenzia CONI di Roma; C/C 8730 - ABI 01005, CAB 03309. CIN V IBAN IT41V0100503309000000008730.

Rifondazione Comunista:Chiunque volesse partecipare o dare un qualsiasi tipo di aiuto può chiamare:Marco Fars: 334.6976120Richi: 339.3255805o spedire una mail al seguente indirizzo:piobbico@hotmail.comFederazione Prc di Pescara ( via F. Tedesco, 8):funzionerà come centro di raccolta.Siete invitati a portare generi di prima necessità, coperte e materiale utile alla rimozione delle macerieSe volete invece mandare un contributo economico potete spedirlo a:Conto Corrente BancarioRIFONDAZIONE PER L'ABRUZZOIBAN: IT32J0312703201CC034000149Quotidiano il "Il Centro":Banca CARISPAQ SPA"Vittime terremoto L'Aquila"Codice Iban: IT 53 Z 06040 15400 000 000 155 762Banca CARIPE SPA"Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo"Codice Iban: IT 19 B 06245 15410 000 000 000 468presso Banca Caripe Spa Sede PescaraCorso Vittorio Emanuele 102/104 - Pescara.Banca TERCAS SPA"Raccolta fondi pro terremotati d'Abruzzo"Codice Iban: IT 48 L 06060 15300 CC 090 005 35 65 presso Banca Tercas Spa Sede Teramocorso San Giorgio 36 - Teramo.

Aiuti e Raccolte:La Croce Rossa ha aperto la sala operativa nazionale di Legnano e i Centri interventi d'emergenza (Cie) di Verona, Roma, Potenza e Palermo per la raccolta di generi di prima necessità (coperte, vestiti, pannolini, latte in polvere, casse d'acqua) da spedire nelle zone terremotate.

La Cri ha annunciato di avere già inviato nelle zona del disastro 10 mila coperte per fare fronte alle primissime esigenze delle persone rimaste senza abitazione.

L'associazione ambientalista "Fare ambiente" sta coordinando la raccolta di materiali di prima necessità presso la propria sede di Roma, in Via Nazionale, 243, tel. 06 48029924.

Raccolta sangue a Pescara:
Dal 7 aprile sarà possibile donare sangue presso l'unità di raccolta mobile dell'AVIS che sarà ubicata in zona Salotto a Pescara ed operativa dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20